17 giugno 2017 – Seminario L’INFLUENZA DELLA FITOTERAPIA SULL’EPIGENETICA UMANA

Le opinioni su quanto siamo preprogrammati e quanto forgiati dall’ambiente non sono unanimi. L’epigenetica si è fatta strada per spiegare il divario fra natura ed educazione. Nel ventunesimo secolo l’epigenetica viene perlopiù definita come “lo studio delle modifiche ereditabili nella funzione del genoma che si verificano senza cambiamenti della sequenza di DNA”.
“La differenza fra genetica ed epigenetica può essere paragonata alla differenza che passa fra leggere e scrivere un libro. Una volta scritto il libro, il testo (i geni o le informazioni memorizzate nel DNA) sarà identico in tutte le copie distribuite al pubblico. Ogni lettore potrà tuttavia interpretare la trama in modo leggermente diverso, provare emozioni diverse e attendersi sviluppi diversi man mano che affronta i vari capitoli. Analogamente, l’epigenetica permette interpretazioni diverse di un modello fisso (il libro o il codice genetico) e può dare luogo a diverse letture, a seconda delle condizioni variabili con cui il modello viene interrogato”.
Nella lezione prevista cercheremo di spiegare la relazione delle piante medicinali con i cambiamenti epigenetici della popolazione. Stile di vita, stimoli ambientali, l’alimentazione, le terapie possono influenzare a tal punto la popolazione ad indurre un cambiamento genetico. Illustreremo che attraverso l’attività terapeutica di alcune piante si possono avere modificazioni atte a migliorare la qualità della vita ed a prevenire e forse risolvere molte patologie comuni.
Prenderemo in considerazione molte piante di uso comune di cui si descriverà l’attività farmacologica: aglio, aloe, biancospino, carciofo, cardo mariano, curcuma, fieno greco, gymnema, ginseng, karkadè, polline, rooibos, semi d’uva, thè verde. Inoltre verrà illustrato un lavoro di ricerca e sperimentazione clinica dal titolo: “Nuovo approccio metabolico per il controllo del peso”.

Relatore il prof. dott. Umberto Nardi docente di Botanica Farmaceutica e di Chimica delle Sostanze Naturali presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Coordinatore del Laboratorio di Ricerca sulle Biotecnologie della stessa Università. Docente di Fitoterapie e Fitocosmesi alla Scuola Internazionale di Medicina Estetica dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma. Docente di Chimica dei prodotti cosmetici al Master di Dermatologia dell’Università La Sapienza di Tor Vergata Roma.

orari: 16-20

costo: euro 50

per informazioni e prenotazioni, contattare il numero 3398147446 (Gabriella)

Ottava tappa del ciclo di conferenze agli orti sociali di Modugno

foto di Scuola Professionale Shiatsu Pantarei.
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Modugno 22 Maggio 2016
Si è conclusa, presso gli orti sociali progetto M.A.G.I.A. l’ottava tappa del ciclo di conferenze “La via dell’essere” organizzata dalla Scuola Professionale Pantarei, dalla Redazione “Venere chiama Marte… e siamo tutti sotto stress” e dalla Cooperativa “Said”, nell’ambito del progetto Magia.
Il pomeriggio è iniziato con una visita guidata presso la lama lamasinata alla riscoperta delle erbe fitoterapiche della nostra tradizione.
Presso l’orto c’è stata la conferenza sul tema “Energia dei sentimenti, emozioni, stati d’animo, e richiesta dei cibi specifici, tenuta dal maestro Vito Ancona, la serata è proseguita con la cena degustazione, organizzata e preparata dai soci della cooperativa said.
Un ringraziamento particolare a Gina Siena e alla cooperativa, per l’organizzazione della tappa.

Domenica 22 Maggio 2016 La via dell’essere a Modugno

Modugno, domenica 22 Maggio 2016, presso gli orti sociali progetto M.A.G.I.A./ c.da La Pigna. Con il Patrocinio del Comune
L’ottava tappa del ciclo di conferenze ” la via dell’Essere”, organizzato dalla scuola professionale Shiatsu Pantarei, dalla Redazione “Venere chiama marte… e siamo tutti sotto STRESS” di Enrica Colombo,e dalla Cooperativa Said, nell’ambito del progetto Magia.
h16:00 visita guidata nella lama lamasinata, alla scoperta delle erbe spontanee.
h17:00 conferenza ad ingresso libero sul tema ” Energia dei sentimenti, emozioni, stati d’animo e richiesta di cibi specifici. Relatore: maestro Vito Ancona
h20.00 cena degustazione su prenotazione, presso gli orti sociali

foto di Scuola Professionale Shiatsu Pantarei.

La via dell’essere a Bitetto

Con il patrocinio del Comune, si è svolta la settima tappa del ciclo di conferenze itineranti “la via dell’essere”, organizzata dalla Scuola Professionale Pantarei, dalla Redazione “Venere chiama Marte… e siamo tutti sotto stress” e dalla Cooperativa “Said”, nell’ambito del progetto Magia.  ha previsto una visita, guidata dall’Assessora alla Cultura, Prof.ssa Luisa Palmisano, nella Cattedrale, nel centro storico e nella Chiesa S.Maria la Veterana, per la valorizzazione del territorio, dei beni culturali e della storia della città. ha fatto seguito la conferenza sul tema “I bisogni biologici, i sentimenti e le emozioni”, nella quale il maestro Vito Ancona ha parlato del cibo più sottile di cui si nutre la cellula uomo, in particolare del Rispetto, della Considerazione, dell’Autostima, del Calore umano (inteso come Amore) e del Bene come bisogni biologici, collegandoli ai sentimenti e alle emozioni. ha aperto i lavori la Sindaca, Avv. Fiorenza Pascazio, che ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa a livello sociale e culturale, a cui ha fatto seguito la presentazione degli Orti Sociali, che la cooperativa Said ha realizzato nel Comune di Modugno, illustrata dalla responsabile Gina Siena. la serata è proseguita con una cena degustazione presso il ristorante Madre Terra, che ha visto anche la partecipazione della Sindaca e del Dott. Piero De Renzio, referente tra gli organizzatori e l’amministrazione, al quale va un particolare ringraziamento.

I problemi del Fegato – Seminario 19/20 Marzo 2016

Platone indicava il fegato come un organo piatto, lucido, che consentiva la riflessione della luce necessaria ad ogni processo di immaginazione.

Nella cultura popolare, il fegato ha una serie di relazioni con l’essere umano, in particolare con il carattere e il comportamento, come si evince, per esempio, dal detto “quello sì che ha fegato”

Una relazione simile la troviamo presso le tribù degli indiani d’America, che mangiavano il fegato del loro nemico per inglobarne il coraggio.

Anche nella cultura araba e in quella persiana, il fegato è associato al coraggio.

Nel Talmud babilonese, il fegato è indicato come la sede della rabbia.

In medicina, sono note le infinite, oltre settecento, funzioni che il fegato svolge nel nostro organismo, ma non troviamo affatto riferimenti a relazioni con l’uomo, che, invece, si evincono da alcuni testi e scritti della Scuola Salernitana. E’ considerato l’unico organo in grado di rigenerarsi, di autoriprodursi. Questo livello di conoscenza è vecchio come il tempo, se consideriamo che, nella mitologia greca, Prometeo fu incatenato ad una roccia dagli dei, per punizione, ed ogni giorno un avvoltoio mangiava il suo fegato, che di notte si rigenerava.

Nella medicina tradizionale cinese, è collegato al sentimento della collera (0 rabbia) e al coraggio. E’ in relazione con gli occhi e con l’anima eterea, lo Hun. Nella nostra  cultura popolare, si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima, ci consentono, cioè, di vedere lo stato d’animo di una persona. E’ l’organo che garantisce il libero fluire dell’energia di tutti gli organi ed è legato alla capacità dell’individuo di intuire, vedere e pianificare la propria vita. Accumula il sangue e nutre i muscoli, i tendini e le unghie.

In realtà, il fegato è più che un organo, una ghiandola, uno specchio, è la fabbrica che mette in movimento la luce interiore, proveniente dal magma interno (1° Chakra) e zampillante dalla Barriera della Sorgente (punto localizzato a 4 dita sotto l’ombelico, in corrispondenza del 2° Chakra) – che io definisco il nostra grande Buco Nero – che, tramite l’Epifisi e l’Ipofisi, ghiandole endocrine ad esso collegate, illumina il cammino di ognuno di noi, consentendoci di vivere in piena consapevolezza.

E’ lo spirito dell’agire, in comunicazione con il nostro “occhio interiore”, il saggio che è in ognuno di noi

E’ lo spirito che guida l’essere sul suo cammino

E’ lo spirito che, attraverso la riflessione, illumina la Mente

E’ lo spirito che attiva l’entusiasmo e la passione per la vita

E’ il garante del Rispetto, uno dei 5 bisogni biologici dell’essere, nella sfera dei rapporti di interdipendenza tra gli esseri. Se veniamo mancati di rispetto, il fegato produce l’energia della collera, sentimento che ci viene in aiuto affinchè, tramite l’emozione (emovere=portare fuori), liberiamo e facciamo circolare l’Energia della Forza, che è in ognuno di noi e che produce il coraggio per vivere la vita.

Attraverso l’osservazione di sé e la capacità di vedere oltre il mondo fisico, ci permette di “comprendere” la conoscenza e di cogliere la saggezza che è in ognuno di noi.

segue…

 

Lunedì 7 marzo: Incontro aperto Corso base di Shiatsu – ore 17.30

Lo shiatsu è una pratica terapeutica che consente di risolvere problematiche e blocchi del corpo, riequilibrando l’energia del corpo/ mente.

Il corso di 1° e 2° livello si sviluppa nell’arco di 16 incontri della durata di 3 ore. Sono previste 50 ore di studio, con rilascio di attestato

Programma
– studio della postura e della centralità
– studio dei principi di trattamento:
pressione costante, perpendicolare e consapevole
– studio della respirazione
– pratiche di palpazione e trattamento delle aree del corpo
– studio di armonizzazione del corpo e autotrattamento
– trattamento di:
schiena, collo e cervicali, viso e testa, gambe, piedi e articolazioni

Le lezioni si terranno presso la sede della Scuola Professionale Pantarei

L’insegnante: Emanuele Caradonna

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MODUGNO 15 gennaio 2016
Quarta tappa del ciclo di conferenze “la via dell’essere”, organizzato dalla scuola professionale Shiatsu Pantarei, dalla Redazione “Venere chiama marte… e siamo tutti sotto STRESS” di Enrica Colombo,e dalla Cooperativa Said, nell’ambito del progetto Magia, con il Patrocinio del Comune di Modugno.

h 17:00: percorso guidato gratuito nel centro storico, partenza Piazza Sedile – Torre dell’orologio
h 19:00: conferenza “La dieta mediterranea” tenuta dal maestro Vito Ancona, presso il Teatro G. Fava, Via Piave..

h 21.15 : cena-degustazione presso il ristorante Il Grottino

foto di Scuola Professionale Shiatsu Pantarei.

Il nutrimento cellulare

Il nutrimento cellulare

 

Ho parlato di nutrimento cellulare nel primo numero di questa rubrica, in cui ho cercato di far comprendere l’importanza del sale marino integrale nella vita della cellula-uomo.

Approfondirò lo studio sulla vita della cellula per quanto attiene la sua capacità di nutrirsi di ossigeno e di cibo, di depurarsi e di autoriprodursi, nell’intento di offrire elementi di conoscenza che possano far riflettere e comprendere che l’uomo è una piccola cellula dell’universo e si nutre di vibrazioni, emesse da corpi animati o inanimati.

Per esempio, la vibrazione del suono, quando entra in frequenza con la vibrazione delle cellule, le nutre creando una condizione di rilassamento, di tranquillità, di abbandono.

La vibrazione che emette una parola, uno sguardo, una carezza, un abbraccio, una scena, un panorama, un pensiero, un atteggiamento, è nutrimento per le cellule. La prova è data dal fatto che cambia , per chi riceve lo stimolo e spesso anche per chi lo emette, lo stato umorale, lo stato d’animo.

E’ stato dimostrato, da recenti studi scientifici, che un abbraccio della durata di 20 secondi produce ormoni come l’ossitocina, chiamato anche l’ormone dell’amore, in quanto crea empatia e fiducia.

Immaginiamo una mamma che abbraccia e stringe al petto il suo piccolo, lo bacia, gli sussurra parole armoniose, lo coccola, lo accarezza. E’ in totale stato di empatia e accoglie, sostiene, rassicura, nutre considerazione per il nuovo essere venuto alla luce, e, attraverso l’entusiasmo e la gratitudine che manifesta, rafforza anche il suo spirito.

In realtà, i bisogni biologici, come li definisco, quali il calore umano, la considerazione, il bene, la stima, il rispetto, sono nutriti dalle emozioni (dal latino “emovere” = portar fuori, manifestare) che ogni individuo riesce a manifestare, di cui un esempio è l’abbraccio. I bisogni biologici, a loro volta, nutrono tutte le cellule, quelle nervose, quelle degli organi, dei visceri, delle ghiandole, dei tessuti.

Di contro, percepire un sentimento, come la gioia, e non viverlo attraverso l’emozione dell’abbraccio, del sorriso, della parola o del bacio, blocca il nutrimento cellulare di tutto il sistema energetico cuore-intestino tenue-tiroide, che nutre l’energia nervosa, e non consolida e non permea le cellule di calore umano, uno dei bisogni biologici, a cui ho fatto cenno.

Per intenderci, voglio dire che le persone, che hanno difficoltà ad abbracciare o a manifestare qualunque emozione, non sono state nutrite a sufficienza in uno o più bisogni biologici.

Per esempio, la carezza è l’emozione che, attraverso lo sfioramento, fa sentire quanto è grande la considerazione, come individuo sessuato (uomo o donna), che un genitore o altri hanno nei confronti di chi la riceve. Allo stesso modo agisce il “bravo”- “brava” quando manifestiamo considerazione nei confronti di qualcuno per qualche sua attitudine.

Al contrario, dire ad una bimba “non vali nulla, non sei come tuo fratello” distrugge la considerazione di sé come donna in quanto la vibrazione del messaggio verbale entra nelle cellule invalidando o distruggendo la considerazione di sé come individuo sessuato, soprattutto quando il messaggio viene ripetuto.

Ho dato qualche cenno sul “cibo” che nutre la mente e che spesso rimane nella mente inconscia  e ci accompagna per tutta la vita, talvolta alterandone il percorso. Per esempio, rimanendo nel tema della considerazione, a volte utilizziamo una vita intera per dimostrare agli altri e a noi stessi di valere qualcosa, dimenticando di viverla.

Se approfondissimo bene questi meccanismi biologici, sicuramente riusciremmo a comprendere noi stessi e gli altri e smetteremmo di giudicare, nella considerazione del fatto che la paura del giudizio, soprattutto degli altri ma anche di noi stessi, ci paralizza fisicamente, creando rigidità, e mentalmente, producendo giudizi su tutto e tutti. Quando, per esempio, si instaurano la rigidità e il giudizio, le cellule non vibrano più e la luce che è dentro di noi si spegne, perché ingabbiata nella materialità dei nostri atteggiamenti. Rimaniamo per lunghi periodi in stato di protezione, senza mai lasciare spazio al totale rilassamento e alla pausa. L’energia, a lungo andare, si esaurisce e la malattia può instaurarsi soprattutto quando non siamo riusciti a rimarginare una o più ferite. Oggi, tra l’altro, viviamo inconsapevolmente in continuo stato di paura per tutti i messaggi che vengono trasferiti nelle nostre cellule dai media e non solo. Basti pensare alle parole “Cancro” o “Isis” o ancora “Crisi” o “Guerra o Malattia”, che mantengono le nostre cellule in continuo stato di allerta.

Inoltre, il “buonismo” che si compra con dogmi e falsi insegnamenti, non vibrando sulle frequenze della vita, spesso crea grossi conflitti all’interno delle cellule che rispondono alla vita biologica e non a quella di una mente indottrinata.

Il cibo fisico scadente o legato a rigide convinzioni, una scarsa capacità respiratoria, poco o tanto movimento, bere tanta acqua senza che il corpo la richieda, possono inibire il nutrimento cellulare e facilitare l’instaurarsi della malattia.

Nei prossimi numeri ci occuperemo più in particolare di questi argomenti, che non siano già stati trattati in precedenza.

La vita ci è stata data per viverla, istante dopo istante, con entusiasmo e passione, non per dispenderla nei meandri del banale e dell’effimero.

 

Carpe diem

 

vito ancona